Chi opera nella scuola sa come in essa vi sia un proliferare quotidiano di competizioni (olimpiadi, certamina, concorsi, ….) indette dal Ministero, da singole istituzioni, da enti ed associazioni esterni all'Amministrazione. Quello che rende originale, forse un unicum nel panorama del sistema scolastico italiano, il Certamen Nazionale Fisico – Matematico "Fabiana D'Arpa", istituito dal Liceo Scientifico Statale "Leonardo da Vinci" di Maglie (LE), è la molteplicità di significati.
Intanto, nato dalla morte, si pone programmaticamente come affermazione della vita nella sua tensione agonale, nei suoi aspetti più seri, meno effimeri. Intitolato ad una giovane, già eccellente allieva di quel Liceo, scomparsa all'età di ventitrè anni, alla vigilia della laurea in ingegneria elettronica (quella laurea che il Politecnico di Torino le ha voluto conferire "post mortem" in data 8 luglio 2005), sin dall'inizio il Certamen non ha voluto vestirsi di lutto assumendo il carattere di annuale patetica commemorazione, ma è stato concepito come incentivo e riconoscimento di valori etico–culturali "forti", i valori di Fabiana, quali il pertinace, puntiglioso esercizio del dovere, lo slancio verso il bello ed il vero, la ricerca dell'eccellenza. Da qui le condizioni, molto selettive, richieste per l'ammissione: vi possono partecipare gli studenti che frequentano l'ultimo anno di un corso di studi secondari di secondo grado i quali negli ultimi due anni scolastici siano stati ammessi alla classe successiva con una votazione minima di 9/10 in matematica, fisica, scienze naturali e di 8/10 in ciascuna delle restanti discipline di studio.
Ha il proprio focus nelle discipline scientifiche, ma prospetta il modello culturale di un "umanesimo integrale", di una cultura armonicamente strutturata e pariteticamente perseguita. I concorrenti, infatti, non sono degli "specialisti" monodisciplinari, come nelle varie Olimpiadi (di matematica, di fisica, di informatica, di filosofia, …), nazionali ed internazionali, ma giovani dagli interessi equamente distribuiti fra le "due culture".
Nato in una regione "marginale" nella geopolitica italiana ed intitolato ad una giovane del "profondo sud" che studiava nella lontana Torino, si propone un respiro nazionale, favorendo l'incontro ed il leale confronto fra giovani provenienti dalle diverse realtà socio–economiche del Paese.
Nessuna meraviglia, quindi, se, germogliato dal "granello di senape" di un dolore privato, il Certamen già si presenta come una pianta saldamente radicata. E quale pianta poteva meglio rendere tale polisemia? Al primo classificato non più la targa "anonima" delle prime due edizioni, ma un pregnante simbolo di valori ed idealità: un ulivo d'argento appositamente realizzato da un valente artigiano fiorentino. L'ulivo rappresenta la pianta più diffusa e più caratteristica di quel Salento così amato da Fabiana, una cara, dolce, rassicurante presenza nei suoi pensieri e nei suoi affetti negli anni trascorsi a Torino, una presenza idealmente rappresentata da quel monumentale ulivo, dono della famiglia D'Arpa, che, spiantato dalla solare terra salentina, oggi vive tra le brume torinesi, nei pressi del Politecnico. Pianta amata da Pallade, dea della guerra, la quale ne fece dono ad Atene, l'ulivo è, poi, simbolo, insieme, della pace, della scienza e delle arti, che solo nella pace possono fiorire. Ma nel Certamen esso assume anche una connotazione etica, divenendo una sorta di metafora della breve e tormentata esistenza di Fabiana: il tronco scaglioso, attorcigliato, pieno di nodi e cavità, nella sua sofferenza si radica puntigliosamente, pertinacemente, caparbiamente nella roccia per alimentare il vitale slancio d'azzurro e d'infinito dei suoi rami e delle sue foglie.
Sin dalla prima edizione al Certamen hanno dato il proprio patrocinio il Politecnico di Torino, l'Università degli Studi del Salento, il Collegio Universitario "Renato Einaudi" di Torino, il Presidente della Regione Puglia, la Provincia di Lecce, la città di Vernole, la città di Maglie.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito alla decima edizione una propria targa di rappresentanza in fusione di bronzo.
L'iniziativa figura nel catalogo delle Esperienze di Promozione delle Eccellenze allegato alla nota del M.I.U.R. prot. n° 18/Dip/segr. del 28 gennaio 2008 “Promozione delle eccellenze Legge 11 gennaio 2007 n.1
L'organizzazione è parzialmente finanziata dalla Provincia di Lecce, in seguito al protocollo d'intesa firmato il 29 gennaio 2004.
Per la decima edizione sono pervenute 124 domande, ma gli ammessi alla prova sono stati 110 alunni (89 i candidati che hanno partecipato effettivamente alla prova), provenienti da 34 istituti sparsi in 20 province di 11 diverse regioni italiane.
Complessivamente per le dieci edizioni svolte sono pervenute n. 964 domande e gli ammessi sono stati 849. Le candidature sono pervenute da 70 province, precisamente da Agrigento, Alessandria, Ancona, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta–Trani–Andria, Biella, Bologna, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanisetta, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cuneo, Enna, Firenze, Foggia, Forlì, Frosinone, Isernia, L'aquila, Latina, Lecce, Livorno, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Matera, Messina, Milano, Napoli, Nuoro, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siracusa, Taranto, Teramo, Terni, Trapani, Trento, Treviso, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Viterbo.
Il numero degli ammessi è, però, soltanto parzialmente significativo del grandissimo interesse che ha suscitato l'iniziativa: la severissima selezione comportata dai requisiti richiestiha privato numerose scuole della possibilità di segnalare propri candidati o ne ha limitato fortemente le candidature. I candidati ammessi erano in possesso, per i primi quattro anni di studi secondari, di una media che andava dall' 8,36 al 9,93 decimi. La media generale: 8,81/10.